venerdì 15 novembre 2019

Recensione "Good Girl Bad Boy" di Lauren Price


 Recensione 


Buon venerdì, piovoso, a tutti!
Bene, ora tutti quelli che detestano questo tempo e che andrebbero il letargo sino a metà marzo alzino la mano (io le sto alzando entrambe): odio questo tempo, non mi viene voglia di far nulla, eppure ho tremila cose da fare!
Anyway, in questo venerdì (non vedo l'ora sia domani alle 19.00 che chiudo e riposo), vi avevo promesso la recensione di "Good Girl Bad Boy"  di Lauren Price, edito da HotSpot lo scorso maggio e infatti eccola qui!



Good Girl Bad Boy
Lauren Price


  


Editore: Hot Spot
Prezzo: Rigido 13,60€
Pagine: 308
Serie: Autoconclusivo
Genere: Romance Young Adult
Data di pubblicazione: 20/05/2019

Trama: Immaginate di svegliarvi nel bel mezzo della notte e trovare il vostro nuovo vicino di casa - mooolto carino - che penzola fuori dalla vostra finestra. In fuga con il vostro reggiseno più imbarazzante tra le mani! Quando Alec si trasferisce nella casa di fronte a quella di Riley, volano scintille. Alec è tutto ciò che Riley disprezza: vanitoso, insopportabile e bello in modo irritante - il classico cattivo ragazzo, insomma! Dopo il primo inconsueto incontro, tra i due comincia una guerra di scherzi. Riley è determinata a riprendersi ciò che è suo e a dare del gran filo da torcere ad Alec. Ma tra uno scherzo e l'altro, Riley deve far fronte alla crisi della sua famiglia, al suo infedele ex ragazzo che è tornato in città e forse, ma proprio forse, al fatto che c'è una parte di lei innamorata di Alec...

La storia è molto semplice: lui è appena (tornato) arrivato in città e si è trasferito nella casa vicino a Riley, finestra di fronte a finestra, e tutto potrebbe sembrare super romantico se non fosse che il buon Alec, la prima notte, per sfida, entra in camera e ruba un reggiseno (brutto, brutto) della ragazza.
Da lì inizia la costruzione del loro, intricato, complicato, dolcissimo rapporto.
Non ho molto da dire sulla trama, primo perché è uno ya semplice e quindi non avrebbe senso snocciolare tutto, e secondo perché non mi piace e stop, ma invece voglio parlarvi di questi due ragazzi e del perché non si è andati oltre le tre stelline.
Riley è una persona che ha da poco subito un trauma, un lutto, e questo non è un mistero, è lei stessa a dircelo; quello che non snocciola sono i particolari della questione, il fatto che ancora (e giustamente) non ha superato la cosa; nella vita quotidiana può contare solo su tre persone: madre, fratello e migliore amica, Violet e questo non perché sia particolarmente antipatica, traumatizzata o altro, ma solo perché, l'adolescenza è strana e la nostra protagonista rientra nel cliché della solitaria.
Eppure Riley è simpatica, ironica, sa divertirsi, sa stare allo scherzo, non è una brutta ragazza e infatti sa di essere carina, eppure ricade nel cliché della nerd sfigata, senza una vera logica, ma le cose cambiano da quando Alec entrerà nella sua vita.
Alec è quello che all'apparenza potrebbe sembrare il classico bad boy e in realtà non è così (altro cliché): un ragazzo che vive con la madre e la sorella, che ha un rapporto molto complicato con il padre, che è un burlone, uno spaccone, ma anche un ragazzo come tanti, che fa battutine stupide, che vuole essere un ragazzo normale facendo tutte le attività che fanno quelli della sua età, che ha un cuore d'oro, è super dolce con la sorellina e anche con Riley, nonché leale verso i suoi amici.
A prima lettura quello che penserete mi abbia dato fastidio sono i cliché e invece no, perché è uno ya con tutto quello che mi piace, ma ciò che non mi ha convinto sono Riley e Alec, o meglio la loro caratterizzazione: mi sta bene che rientrino in una categoria precisa, ma non il fatto che nonostante tutto quello che ci venga detto su di loro, non mi sembrano davvero approfonditi come personaggi e questo purtroppo per me è un punto fondamentale negli standalone come questo.
La storia è davvero carina e ha del potenziale, ma si sente la mano poco esperta e molto giovane della scrittrice: i personaggi, anche i secondari, seppur carini, non sono incisivi; la storia, nonostante i cliché che ci stanno, ha qualcosa che non torna, quasi una fretta a liquidare una faccenda che non dovrebbe avere.
Un romanzo carino, senza pretese (quello che cercavo lo ammetto) ma che poteva dare di più.


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