mercoledì 3 marzo 2021

Recensione "Il regno di tame" di S. A. Chakraborty


Recensione



Buon mercoledì a tutti dalla nuova zona arancione rinforzata...posso dire no comment e basta?! Passiamo oltre che è meglio! Oggi giorno di recensione, giorno di Review Party di questo attesissimo e meraviglioso volume che è "Il regno di rame" di S. A. Chakraborty edito da Mondaori e secondo volume della The Daevabad Trilogy.



il regno di rame
S. A. Chakraborty


      



Editore: Mondadori
Prezzo: Rigido 24€ Ebook 11,90
Pagine: 648
Serie: The Daevabad Trilogy #2
Genere: Historical Urban Fantasy
Data di pubblicazione: 02/03/2021

Trama:  La vita di Nahri è cambiata per sempre nel momento in cui ha accidentalmente evocato Dara, un misterioso jinn. Fuggita dalla sua casa al Cairo, si è ritrovata nell'abbagliante corte reale di Daevabad, immersa nelle cupe conseguenze di una battaglia devastante, e lì ha scoperto di aver bisogno di tutto il suo istinto truffaldino per sopravvivere. Anche se accetta il suo ruolo ereditario, sa di essere intrappolata in una gabbia dorata, controllata da un sovrano che governa dal trono che una volta apparteneva alla sua famiglia: basterà un passo falso per far condannare la sua tribù. Nel frattempo, Ali è stato esiliato per aver osato sfidare suo padre. Braccato dagli assassini, è costretto a fare affidamento sui poteri spaventosi che gli hanno donato i marid. Così facendo, però, minaccia di portare alla luce un terribile segreto che la sua famiglia ha tenuto nascosto a lungo. Intanto, nel desolato nord, si sta sviluppando una minaccia invisibile. È una forza capace di portare una tempesta di fuoco proprio alle porte della città. Un potere che richiede l'intervento di un guerriero combattuto tra un feroce dovere a cui non potrà mai sottrarsi e una pace che teme di non meritare mai.

Patti chiari: è il secondo volume della trilogia, pertanto potrebbe contenere spoiler sul primo volume (di cui vi lascio la recensione no spoiler qui).
Lettore avvisato, mezzo salvato!
 

La storia riprende 5 anni dopo la conclusione di "La città di ottone" e ammetto di essere rimasta un po' sorpresa (infatti ho riletto un paio di volte per essere carta di aver capito bene) e tutto riprende con quello che ci immaginavamo dopo la fine del primo volume, con minacce, tentati omicidi e quanto di più complesso ci sia nella vita a Daevabad per Nahri e per il suo popolo.
Ammetto di aver dovuto riprendere un po' mano con i nomi e i termini tipici di questa storia perché all'inizio ho avuto un po' di smarrimento, ma ho anche notato che si leggeva in maniera più scorrevole rispetto al primo volume e soprattutto verrà messa molta carne al fuoco (e tanta azione che movimenterà il finale del libro).
I 5 anni passati si vedono soprattutto nel comportamento, nella caratterizzazione che viene fatta dei protagonisti, non più i ragazzi consapevoli di quello che accade e impotenti (Ali) o completamente buttati in qualcosa più grande di loro (Nahri) o ad analizzare tutto quello con cui si è cresciuti mettendolo in discussione (Dara): per quanto tutti loro si trovino in una situazione alquanto difficile, alquanto pericolosa, come in una delicata e difficile partita a scacchi, e per quanto siano personaggi impulsivi, leggendo il volume ci si rende conto che sono maturati dalle motivazioni che spinge ogni loro azione, ponderata e consapevole di quello che può o meno scatenare.
Un libro che in attesa dell'azione finale di cui vi accennavo sopra, basa tutte le sue 600 e più pagine sugli intrighi, sulla crescente tensione che si percepisce nei discorsi, nei pensieri, nelle azioni dei vari personaggi, contornato dal mondo e dallo status in cui le tribù si trovano: fra soprusi e repressione, astuzia e sacrificio, la voglia di uguaglianza e di libertà, che già nel primo volume abbiamo potuto assaggiare e che in questo secondo viene completamente esposto.
La storia come vi anticipavo ha un bel ritmo e dimenticato l'inghippo iniziale, scorre via con un bel ritmo sino alla conclusione che mi ha lasciata con tantissima voglia e altissime aspettative sul terzo e ultimo capitolo, che spero arrivi presto (anche perché rischio di dimenticarmi di nuovo nomi e tradizioni).
Per chi ama i fantasy (anzi historical urban fantasy) che traggono ispirazione dalle tradizioni mediorientali, con un fine intrigo politico e un'azione dosata, tensione per tutta la lettura e personaggi davvero ben caratterizzati e in crescita, questa trilogia è perfetta!
 

Vi lascio il calendario dell'evento così che possiate leggere le opinione delle mie care colleghe:



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