giovedì 8 febbraio 2018

Book's News "Non lasciarmi andare" e "Qualcuno come te" di Katherine Louise



Buon giovedì! Come procede la vostra settimana?
Il weekend si avvicina..che programmi avete? Io domani ho una cena di classe con i miei ex compagni del liveo, eccato che su 20 alla fine partecipiamo in 8/9…non commento che è meglio.
Comunque giovedì di segnalazione: mi scuso con tutti gli autori che mi hanno scritto in questi per aver risposto così tardi ma in questi giorni sto cercando di recuperare tutto! Quindi non perdiamo altro tempo e dedichaimoci al contemporary romance di Katherine Louise  “Non lasciarmi andare e il suo sequel “Qualcuno come te”. Curiosi?
                                                TITOLO: Non lasciarmi andare
AUTORE: Katherine Louise
EDITORE: Self-Publishing
DATA DI PUBBLICAZIONE: 13 agosto 2017
GENERE:  Contemporary Romance
Probabilmente in un’altra vita lei sarebbe stata la mia ragazza, ma non in questa vita. Ajay
In un’altra vita avrei fatto in modo che non andasse mai via, ma non in questa vita. Evelyn
Ajay Hayes ed Evelyn Baker non si vedono da sei anni. Erano convinti che la loro storia sarebbe stata diversa dalle altre, che il loro amore sarebbe durato per sempre, ma poi Evelyn si è trasferita, si sono scambiati la buonanotte, ma non c’è più stato un buongiorno. Ora lei è tornata e Ajay vuole vedere com’è diventata, che effetto ha su di lei visto che è stata proprio lei a non rispondere a quel messaggio. Evelyn è tornata a Miami ed è pronta per la sua nuova vita, è a un passo dal diventare un’assistente sociale e inizia il tirocinio nell’istituto dove sa che è cresciuto Ajay, ma non è pronta a rivederlo, soprattutto perché è stato lui a spezzarle il cuore non facendosi più sentire. Quando lo incrocia, in quello che sembra un incontro
casuale, si rende conto che è ormai diventato un uomo, che i suoi occhi sono ancor magici e magnetici proprio come li aveva lasciati. Sulla sua moto, con quel suo sorriso mozzafiato e l’ombra che non spariva mai dal suo sguardo è semplicemente irresistibile. Si desiderano e si vogliono proprio come prima che tutto andasse a rotoli, ma Ajay non è solo un laureando d’ingegneria informatica, la sua vita nasconde qualcosa di oscuro, segreti aggrovigliati come la più pericolosa delle ragnatele, in cui rischiano di soccombere entrambi, perdendosi, e questa volta,
per sempre.

Estratti:
La sua risata cristallina mi entrò nelle ossa facendomi tremare le gambe.
«Che c’è di così divertente?», domandai iniziando a ridere anch’io.
«Niente, sei così formale con me», alzai gli occhi al cielo.
«Non è vero», dissi spintonandolo, ma lui intercettò il mio polso facendomi voltare e arretrare fino al portone. Divenne serio, invase il mio spazio e mi schiacciò contro la porta.
«Sì, lo è. Sei sfuggita al mio sguardo per tutta la sera», mormorò fissandomi con quegli occhi che vedevo ardere.
«Non è vero», mentii.
«Evelyn». Cazzo. Il mio nome, le sue labbra, la vibrazione della sua voce.
«Non dirlo», bisbigliai.
«Cosa non devo dire?», chiese posando la mano libera vicino la mia testa.
«Il mio nome», mi schiarii la voce. «Non dire il mio nome», continuai abbassando gli occhi.
***
«Io non avrei mai rinunciato a te, ma tu mi hai lasciato col cuore a pezzi.
Io ti amavo», glielo urlai
in faccia senza preoccuparmi del fatto che qualcuno potesse sentirci. Salii di corsa i gradini lasciandolo lì fermo. Raggiunsi la mia macchina, presi le chiavi e aprii lo sportello, finendo però per richiuderlo di nuovo scivolandoci contro, fino a quando mi sedetti sull’asfalto. Infilai le mani nei capelli mentre le lacrime mi rigavano il viso. D’un tratto le parole di mio padre iniziarono a riempirmi la testa. Non voleva che tornassi, non voleva che lo rivedessi. Voleva proteggermi e invece io ero partita comunque, io volevo tornare, io volevo rivederlo. Non ero pronta. Forse non lo
sarei stata mai. Forse quel dolore non sarebbe sparito. Senza rendermene conto iniziai singhiozzare.
***
«Solo tu mi fai questo effetto». Arrivammo in bagno e i vestiti di entrambi finirono in un angolo.
Ajay aprì l’acqua e mi spinse nella doccia. Mi raggiunse sotto il getto, si passò
una mano nei
capelli. Cavolo quanto era bello tutto bagnato. Grosso, bagnato e con gli
addominali scolpiti.
«Anche tu», dissi mordendomi il labbro inferiore.
«Dammelo a me quel labbro da mordere». Si avventò sulle mie labbra con passione e mi strinse a sé. Sapevo cosa stava per succedere e non vedevo l’ora.


TITOLO: Qualcuno come te

AUTORE: Katherine Louise
EDITORE: Self-Publishing
DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 dicembre 2017
GENERE:  Contemporary Romance
La sto punendo lo sto facendo da anni perch̩ adesso mi vuole e quando la volevo io lei non mi ha fermato, non mi ha chiesto di restare РElijah
Quinn era il passato, Hope era la sua sostituta, era quella che aveva lasciato l’Inghilterra per andare a vivere con una vecchia zia in America – Hope
Elijah Reed si è nascosto dietro un finto lavoro per molto tempo, per proteggere la sua famiglia, ma la verità è venuta fuori. Dopo aver salvato la vita a uno dei suoi migliori amici non ha più potuto mentire su chi è: un agente speciale della S.W.A.T. Il suo è un lavoro duro, dove gli occhi vedono molto e il cuore deve restarne fuori, dove il rischio di restarne coinvolti è troppo grande. Hope sta per laurearsi. Vive in periferia, adora i suoi amici, ma verso uno di loro prova molto di più. Non sa come tutto sia andato in malora. Lei ed Elijah erano migliori amici un tempo, poi lui era
partito per il militare e lei non aveva avuto il coraggio di chiedergli di rimanere. Non ha nessuno al mondo, se non loro e Julian, un ricordo in carne e ossa del suo passato. Purtroppo per lei, però, non è l’unico ricordo, qualcosa di oscuro sta per ritornare, chi era e da cosa è scappata torna con prepotenza per portare a termine un vecchio ordine. Sentimenti, amore e passione si mischieranno, ma anche pericolo, dolore e passato. Riusciranno a superare i nuovi ostacoli che gli sbarreranno la strada? Faranno le scelte giuste o finirà tutto, per sempre?

Estratti
«Incasinare ogni cosa», mi sfiorò le labbra e con appena la punta della lingua ne disegnò i contorni, gemetti incapace di trattenermi. La sua erezione premeva in mezzo alle mie gambe. Lui voleva incasinare ogni cosa, come se fino a quel momento ci fosse stato qualcosa di chiaro. Glielo
avrei lasciato fare, perché era proprio quello che volevo. Era un rischio, ma lo avrei corso. «Me lo lascerai fare? Non vuoi opporti? Non vuoi convincerti che è sbagliato?», chiese dandomi un’ultima possibilità. Risposi facendo l’unica cosa che potevo fare, lo baciai. Non appena le nostre labbra entrarono in contatto entrambi sussultammo, poteva qualcosa, essere così semplicemente perfetta?
Le sue labbra erano morbide, adatte, si muovevano senza difficoltà con le mie. Quella bocca m’incendiò come niente e nessuno prima di quel momento. Non aveva intenzione di andarci piano, mi stava divorando. I nostri respiri divennero irregolari e il bisogno che sentivo in mezzo le gambe divenne quasi doloroso. Iniziai a dondolarmi su di lui, nel tentativo di trovare il sollievo che cercavo, un rantolo basso e sensuale gli uscì dal petto. Le sue mani erano fra i miei capelli, non mi lamentai quando li tirò regalandomi una sensazione più piacevole di quanto mi aspettassi.

«Non puoi stare qui. È un quartiere di merda e sappiamo che c’è qualcuno che ti tiene d’occhio, questo significa che non sei al sicuro. Verrai a stare da me e i ragazzi». Non era una domanda.
«No», dissi secca.
«Sì», rispose lui.
«Non verrò da te. Io ho il mio appartamento e non gli permetterò di togliermi la mia tranquillità», borbottai superandolo.
«Hope non fare la stupida», mi voltai furiosa.
«Non faccio la stupida», dissi sbattendo i piedi. «Io resto qui. Mi chiuderò dentro. Sono al sicuro».
«Secondo te quattro chiavistelli ti terranno al sicuro dai sicari?», urlò lui esasperato.
«Sì», risposi, anche se non ero per niente sincera. «Non me ne andrò. Questa è casa mia e finché la mia porta funzionerà io non mi muovo», dissi categorica. Strinse gli occhi e chiusi i pugni.
«Bene», ringhiò. «Se il problema è la porta si può risolvere», aggrottai la fronte.
«Bene», dissi ancora più confusa di prima. Non era arrendevole, non lo era mai e infatti spalancai la bocca scioccata quando lo vidi andare verso la porta e con un colpo secco che mi fece scappare un gridolino la staccò.
«La mia porta», mormorai scioccata.
«Non puoi stare in un posto in cui la porta è rotta», disse tranquillo.

«Questa sera ho baciato una tizia», chiusi gli occhi e cercai di assorbire il colpo. Se voleva ferirmi ci stava riuscendo alla grande. «Il fatto è che non me fregava niente», mi avvicinò a lui facendomi posare la fronte sulla sua. «Non aveva il tuo sapore. Nessuna lo ha», aprii gli occhi perdendomi nei suoi. «Scusa», biascicò.
«Ti stai scusando per aver baciato un’altra?», chiesi.
«Per quello e per altri mille motivi. Più o meno per ogni giorno da quando ci siamo conosciuti», alzai un sopracciglio e lui sorrise.
«Sei proprio ubriaco», lo presi in giro posando le mani sul suo petto per spingerlo giù, così da potergli togliere i jeans. Lui mi trascinò giù con lui e in qualche modo mi ritrovai sotto il suo corpo.
«In realtà mi sento molto meno ubriaco in questo momento», mormorò contro il mio orecchio.
«Mi ecciti da morire, Hope». Porca miseria.
 

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